domenica 24 aprile 2011

The Dome - Stephen King

Molto bello. 
E per dare questo banalissimo giudizio, ho dovuto aspettare qualche giorno, iniziare un nuovo libro e ripensare a "The dome" a mente fredda. 
Ritengo che fare paragoni con opere precedenti sia allettante ma contemporaneamente inutile ed inevitabile. Non siamo di fronte ad un (auto)plagio o a un romanzo furbetto, dettato da "necessità" economiche e sviluppato raschiando nel fondo del barile (o del cassetto, come in questo caso). 
Ritengo che King sia un grande autore e un profondo conoscitore di se stesso. 
L'incidente l'ha cambiato. E le sue opere ne hanno risentito moltissimo. Salvo, forse, la Saga della Torre Nera. 
Dal 2001 al 2006 ha scritto una bella raccolta di racconti 2 o 3 romanzi mediocri e il suo libro peggiore (buick 8). Poi c'è stata la svolta. Piccola, magari, ma determinante con "La storia di Lisey". Continua con "al crepuscolo" (ma i racconti King li ha sempre saputi scrivere...) e il bellissimo "Duma Key". 
Si vede che non è più il "vecchio" King, ma lo trovo inevitabile. Anagraficamente parlando, certo, ma anche perchè (e non lo nasconde lui stesso) l'incidente l'ha reso un altro uomo. 
Il cambiamento si nota, anche se per me si tratta di maturità. 
Tutto questo per ribadire che King è un grande autore, un grande conoscitore di se stesso e un grande conoscitore dei suoi Fedeli Lettori. 
Sa che è bravissimo a raccontare di intere, piccole comunità. Ad affrontarne i pregi e difetti, le ipocrisie nascoste dietro le apparenze. E soprattutto è maestro nel delineare la psicologia dei personaggi, e nel raccontare l'orrore quotidiano. E poi ci sono i bambini e gli asolescenti... 
Lui ha preso i suoi punti di forza e ci ha sviluppato intorno una storia. Una storia veloce e soffocante, rabbiosa e fastidiosa, cattiva e reale.
La cupola, come ovvio, è solo un pretesto per lavorare nelle sue migliori condizioni. Un pò come giocare in casa. L'importante era isolare la comunità, il resto sarebbe venuto da sé. E così è stato. 
Molto bello, questo romanzo, anche nel finale. Perché in fondo i bambini sono bambini. In tutti i mondi.

2 commenti:

  1. Quello dello studio psicologico della routine e dell'ordinaria follia delle comunità, di come passino dalla normalità (o presunta tale) alla pazzia a fronte di quel che gli fa capitare...è una cosa che semplicemente adoro! E come giustamente dici lo fa su tutti i livelli...dalle intere città (The Dome, Cose Preziose, It, Le notti di Salem) fino a sparuti gruppetti (Cell, L'ombra dello scorpione), supermercati (La nebbia) e aule scolastiche (Ossessione). Che sia cambiato e maturato/invecchiato è vero, così come è vero che non ha più la stessa sadica e sfolgorante inventiva (hai presente la satira dei Griffin in merito a King???)...lo stile però è quello del Re.

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  2. "Questa coppietta è aggredita da... ehmmm... un Mostro Lampada!" :)

    L'inventiva ha subito una flessione, hai ragione. Ma reputo "Duma Key" e "The Dome" due ottimi romanzi anche sotto il punto di vista della fantasia. A Novembre dovrebbe uscire il nuovo libro che ha tutti i presupposti per essere un capolavoro...

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