lunedì 25 aprile 2011

Nessun Dove - Neil Gaiman

“Nessun Dove” è il primo libro di Neil Gaiman che ho letto. E non riesco a capire se sono stato fortunato o sfortunato.

E’ difficile trovare libri capaci di farti vivere fantasie così enormi da sembrarti non solo possibili, ma reali. 
Libri la cui forza creativa è talmente maestosa che il semplice spezzettarla e rinchiuderla in migliaia di quelle piccole celle di convenzione umana che chiamiamo parole non basta a contenerla, e sprigiona al di la di esse un’ aurea di realtà immaginaria che brilla e pulsa e risplende su tutto ciò che c’è intorno, spingendosi ad esistere al di la del libro. 
E’, sostanzialmente, il contrario dell’essere catapultati all’interno della storia: è quando la storia si scaglia all’esterno e comincia a far parte del tuo vivere quotidiano. 
Capita raramente. O almeno, è capitato pochissime volte a me. Leggendo “La Storia Infinita”, per esempio. 
O questo splendido "Nessun Dove". 
E come tutte le cose che hanno la divina contemporaneità dell’essere rare e preziose, un libro scaraventastoria è pericoloso. 
Perché crea un precedente, perché svela capacità, perchè fungerà da termine di paragone. Ed elimina scuse, ed assottiglia gli alibi. 
E’ la storia, non colui che la racconta. (cit.) 
Certo. Ma il narratore ha la sua parte di responsabilità. 
Voglio dire, anche l’ apparentemente semplice scelta di chiamare Londrasotto e non Altralondra quel realissimo e magico luogo in cui la storia si svolge, è una responsabilità mastodontica! 
E Neil Gaiman è stato all’altezza della storia. Ha saputo essere un ottimo narratore, ha saputo raccontare senza raccontarsi, senza far percepire la sua presenza. 
Ha dato vita a personaggi, luoghi, profumi e atmosfere contemporaneamente reali e fantastici, descrivibili solo come… Soprareali. 
Non parlerò oltre della trama. Anzi, non parlerò oltre. 
Questo libro va letto, perché la Storia ha bisogno di un solo elemento per compiere la sua scaraventa magia: il lettore.

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