domenica 3 aprile 2011

Tagliandando - Seconda parte

Dicevo del razzismo.
Oddio, detta così sembra quasi che stessi affrontando un argomento serio. Cosa che mi sarà capitata di fare una o due volte nella vita e per la quale vi assicuro non sono assolutamente portato: tendo a mandare tutto a puttane. In genere con uscite da vergogna indotta. Non sapete cos'è la vergonga indotta? Ma si che lo sapete: è quando ci si vergogna arrivando a provare fastidio fisico al posto della persona che dovrebbe vergognarsi e che, ignara o noncurante e sentendosi spiritosissima continua senza sosta nell'azione incriminante con il risultato di ampliare l'emozione stessa. Un circolo vizioso spaventoso, un loop che provoca rotture insanabili anche nelle più salde e durature amicizie. Ecco, io sono un induttore di vergogna. Vi ho avvisati.
Ma torniamo al razzismo.
Dicevo della discriminazione cui è sottoposto il Preventivo Gratuito in quel di Germania. Che tutto sommato non è neanche così grave, visto che questa volta le eventuali nuvole di cenere sarebbe di materiale cartaceo e non umano (cosa vi dicevo della vergogna indotta?). E' la finalità e la caparbietà tedesca che mi lascia esterrefatto: mirano al guadagno con una devozione tale da convincerti alla fine che lo strano sei tu.
Ed è tutto organizzato in funzione di quel concetto: il lusso, l'eleganza, il comportamento degli addetti, la generica bellezza austera, l' aura di superiorità che si respira negli autosaloni e nei centri assistenza tedeschi abbinati alla loro stoica reticenza a parlare di denaro, come fosse l'ultimo insignificante dettaglio, sono studiati per soggiogarti, metterti in una condizione di inferiorità mentale tale da renderti docile e sottomesso, facendoti vergognare della tua posizione economica, qualunque essa sia, cosicché al momento della presentazione del (salatissimo) conto da pagare, tu non abbia la lucidità sufficiente per mettere a fuoco ciò che sta accadendo, evitano così che il cliente metta su un sacrosanto e dovuto casino della Madonna.
Ora, non che io fossi in qualche modo immune al processo appena spiegato, anzi, tendo a credere e a cadere in meccanismi molto meno elaborati o sottili. Vi basta sapere che da piccolo credevo che Scotland Yard fosse il capo dell'ispettore Bloch, il poliziotto amico di Dylan Dog. Quando ho scoperto che in realtà si trattava del nome di una sezione del corpo della polizia londinese ci rimasi malissimo: non comprai il fumetto per mesi. Figuratevi se nel centro servizi potevo non cadare vittima del loro gioco.
Poi però ho avuto un attimo di lucidità in cui ho improvvisamente capito che stavamo parlando dei MIEI soldi. E ci sono rimasto malissimo, oltre che un po' stordito. So solo che ad un certo punto ho pure cominciato a vedere doppio: due addetti, due pc, due scrivanie e soprattutto, due madonne.
Ho respirato a fondo cercando di calmarmi mentre il tipo, ridiventato uno, spostava a caso gli oggetti sulla scrivania in attesa di capire quale piega avrebbe assunto la nostra discussione. Avevo l'impressione che si aspettasse che esplodessi da un momento all'altro come il tizio delle Tre Bufere alla vista di Lo Pan morto in Grosso Guaio a Chinatown. Ad essere sincero per un momento l'ho pensato pure io, e l'avrei fatto anche solo per la soddisfazione di impiastricciare quel loro dannato centro servizi asettico.
- Ok, facciamo così: dica ai tecnici che se in un quarto d'ora non trovano la perdita di lasciare perdere. - ho detto indeciso fino all'ultimo secondo, conscio che dire '68 euro? Però... prendete più delle vostre madri' avrebbe potuto significare un principio di litigio.
- Ha ragione, le stavo per consigliare la stessa cosa. Non si preoccupi, per quanto riguarda la manodopera sarà mia cura applicarle un sconto sensibile, visti i molteplici interventi cui sarà sottoposta l'auto. - mi risponde lui, sorprendendomi così tanto che ho realizzato cosa mi aveva realmente detto solo quando ormai ero partito col dire:
- Eh, ho capito, io non sono in malafede però... ah. Ok. Grazie.- Mi riprendo al volo.
Segue un momento di stallo, in cui entrambi ci risistemiamo cravatta e colletto senza che ce ne fosse minimamente bisogno.
- Allora rimaniamo d'accordo cosi: tra oggi pomeriggio e domani la chiamo e le comunico i tempi e i costi definitivi e l'autorizzazione a procedere sugli interventi di infiltrazione e antifurto.- dice alzandosi.
- Ok, d'accordo. Aspetto la sua chiamata. Grazie. - rispondo mentre mi alzo tendendo la mano per stringere la sua.
Ci salutiamo e mi avvio verso l'uscita con la strana sensazione di stare uscendo dalla tana del bianconiglio.

Quando la mattina dopo mi squilla il cellulare, rientro immediatamente nello stato mentale in cui mi trovavo il giorno precedente e mi appresto a sostenere altre schermaglie verbali di Formalità Maiuscole senza minimamente pensare al salasso monetario cui sarei stato sicuramente vittima di lì a poco. Sono così, cerco di prendere sempre la parte divertente delle cose. Quindi, incarnando lo spirito di Pinco Panco, mi appresto a rispondere al mio Panco Pinco.
- Pronto?
- Pronto,  Daniele? Ciao sono (nomeinventatoqualsiasi). Come stai, tutto a posto?
Credo che a parole non riuscirò mai a descrivere l'ondata di emozioni contrastanti che mi invase con la forza di un tornado estivo. E proprio come un tornado estivo, è durato pochissimo, mi ha stravolto e mi ha lasciato completamente svuotato. Una sorta di stupro emozionale, un abuso mentale.
E un'incazzatura da guinnes dei primati, intesi come scimmie e non record: uno scapocciamento gorillesco.
Quand'è che siamo passati al Tu? E soprattutto perchè, perchè rovirami il giochino tanto divertente che mi sono creato a mo' di calmante e distrazione, per evitare sfoghi impropri a botte di turpiloquio creativo da scomunica? Non che abbia paura della scomunica, ben inteso: ho smesso di credere alle favole a dieci anni, io. Subito dopo sono stato invaso da una delusione straziante, pari a quella che provai la prima volta che sentii parlare Silvester Stallone in lingua originale. Sapete no? La prima volta che scopri la truffaldina malignità del doppiaggio e incredulo scopri che lui, il tuo idolo, non solo non ha quella voce, ma è pure straniero! Io rimasi scioccato, e chiesi a mia mamma con gli occhioni lacrimosi da Bambi se l'americano fosse quella lingua simile alla nostra (intendendendo lo spagnolo, credo) per affibbiare la diversità di voce che sentivo alla lingua straniera con cui stava parlando e continuare a credere che, essendo la sua lingua simile alla nostra, fosse naturale per lui conoscere l'italiano e parlarlo fluentemente. Mia mamma, cuore suo, mi rispose di si, benedetta donna, dandomi così tempo di metabolizzare la verità un passetto alla volta. Ed è in questa maniera che si agisce, chiedendosi sempre cosa avrebbe fatto in quella determinata situazione una mamma.
La storia avrebbe assistito a meno guerre, se così fosse stato.
Alla fine non ho tenuto botta e ho chiuso la comunicazione senza dire alcuna parola.
Nel tempo che il cellulare ha impiegato per squillare nuovamente mi sono calmato e mentalmente predisposto alla novità della nostra improvvisa confidenza.
- Pronto?
- Pronto, si, mi senti? Credo sia caduto la linea... - mi dice.
Caduta un benemerito, penso.
- Si, ho poco campo. - rispondo.
- Allora Daniele, guarda, il tagliando è già stato fatto. Il problema dell'ESP è quello che ti ho già descritto. Hanno trovato le due perdite: bisogna sostituire due guarnizione della capote, e anche l'antifurto è da sostituire, non si può riparare. - riassume.
Ecco che ci mette lo zampino il caro Murphy e le sue leggi: sarà un caso, non lo so, ma qualsiasi cosa mi si guasti, a me conviene sempre sostituirla e mai ripararla.
E per i due seguenti motivi:
1. La riparazione e il costo del singolo pezzo superano il prezzo totale del componente nuovo.
2. Il pezzo che serve non esiste o non lo producono.
Questo punto due ha due sottosezioni:
2a. Il pezzo non esiste perché ti vogliono far credere che, nel mondo, si è guastato solo e soltanto a te.
2b. Il pezzo non lo producono più perché è uscito di produzione in quanto trattasi di componente obsoleto. E usano proprio questo termine: obsoleto. Manco si trattasse di un IBM 386.
In questi casi ringrazio sempre di non essere un componente elettronico. E un cavallo.
- Ok. - mi decido a rispondere. - Quindi?
Impersonale. Freddo. Distaccato. Potrei andare avanti anni a parlare con qualcuno senza mai usare una qualsiasi forma personale, dal tu al voi. So essere di un generico irritante, se voglio.
- Quindi il totale della lavorazione è di milleseicento euro. - mi dice, senza pronunciare nemmeno una pidocchiosissima Maiuscola.
Milleseicento euro. Tre milioni e duecentomila lire. € 1.600,00. £ 3.200.000.
Oh, 'na cifra, li mortacci de tutta la mercedes. Ma come una volta disse Cesare Proietti, alias Cristian De Sica: "Ao... davanti ar marco pesante m'arendo!!"
Non che avessi scelte diverse dall'accettare il preventivo. L'auto mi serve e nonostante il Momento Relativo Assoluto, per me 4 Anni Macchina sono pochi. Tra l'altro ha percorso solo venti mila chilometri il motore è praticamente nuovo.
- Capisco dal silenzio che la cifra ti ha un po' spiazzato. Hai ragione è una spesa alta, ma se posso permettermi, io per la tua auto questa cifra la spenderei: è nuova, ha solo quattro anni e ha appena venti mila chilometri. Vale proprio la pena. - mi dice lui dopo un po'.
Come Volevasi Dimostrare. L'aver sempre raggione mi urta.
- Si, si lo so che l'auto è nuova. Solo che, insomma, speravo in una spesa inferiore... - balbetto.
- Guarda: questo è il prezzo massimo che puoi spendere. Quando poi mi portano il rapporto alla fine dei lavori vedo di limare il prezzo dove posso: uno sconto sui ricambi, uno storno di manodopera... Insomma, qualcosa ti tolgo. - cerca di rassicurarmi.
Che poi è anche un bell'intento, per carità. Dovrei apprezzare il gesto.
Ma milleseicento euro rimangono milleseicento euro, pure a millecinquecentocinquanta. E poi non ci vuole molto ad asserire che a parti invertite, avrebbe fatto la stessa cosa. Non sopporto chi gioca col culo degli altri.
Propongo una cosa semplicissima a tutti gli Scambisti Teorici: facciamo cosi, invertiamole prima le parti e poi parliamo. Checcazzo.
- Ok, va bene. Autorizzo tutti i lavori. Aspetto una telefonata tra domani e dopodomani per venire a ritirare l'auto. Grazie e buona giornata. - dico io, più glaciale, scontroso ed etereo di Mirtilla Malcontento.
Lui tituba, probabilmente confuso dal mio comportamento. Cosa che mi rende orgoglioso, restituendomi un minimo di buon umore.
Alla fine lui fa:
- Ok, Daniele. Bene. Chiamo io a lavori finiti per ritirare l'auto cosa che, quasi sicuramente, avverrà dopodomani. Grazie e buon lavoro. - Click.
E me lo dice senza usare un pronome personale! Grande! Nonostante tutto non riesco a farmelo stare antipatico, questo. Mi viene da ridere e continuo a sorridere mentre chiudo la comunicazione e metto via il telefonino.
Dunque, alla fine ho ritirato l'auto il dopodomani famoso. Ci siamo incontrati giusto un secondo, il tempo di salutarci e ringraziarci a vicenda, dandoci del tu. Schermaglie e giochi finiti. E non lo nego, mi è dispiaciuto.
In cassa ho scoperto che il totale della spesa era di millequattrocentonovantotto euro. Ho pagato intristendomi sempre di più. All'inizio. Poi ad ogni banconota che posavo sul bancone, il mio umore degradava verso il nervoso. Poi verso il velenoso. Insomma ero nero, di un nero cupo e profondo che al confronto la stazione di battaglia spaziale di Guerre Stellari, la Morte Nera, era Grigia. E Darth Vader avrebbe negato di essere mio padre.
Mi sono sbrigato ad uscire da quell'imbrillantinata e patinata officina per respirare un po' di aria fresca e calmarmi.
Ed eccomi qua con la smart tagliandata e più povero di millecinquecento euro.
C'è di peggio, senza dubbio. Ma c'è anche di meglio, no?

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