lunedì 30 maggio 2011

La versione di Barney - Mordecai Richler

Dannatissimo CSI. Stramaledetto CSI.
Mi ha rovinato il tanto decantato finale a sorpresa. Che ovviamente non rivelerò, ma chi fosse incuriosito dalle imprecazioni può chiedermi tranquillamente spiegazioni in privato.
Perchè, diciamolo, la forza per superare le prime 150 pagine è tutta insita nella promessa del colpo di scena finale che il protagonista, strizzandoci l'occhio un po' ruffianamente, ci lascia intuire già dalle prime righe del romanzo. No, aspettate. Non ci lascia intuire il colpo di scena, ci fa capire che ce ne sarà uno.
Non che si vada avanti nella lettura esclusivamente per quello, ma le prime cento/centocinquanta pagine possono risultare poco chiare.
Barney è un personaggio grandioso, pieno di difetti e contraddizioni che ci racconta una vita, La vita, in maniera schietta e un po' confusionaria, intervallando amore e odio, contrapponendo amici e nemici e ricordandoci ogni tanto che la minestra si versa col coso e che i sette nani si chiamano come si chiamano.
Ma più di ogni altra cosa ci racconta l'arte, il fermento creativo e la vita del giovane artista. Ed è forse questo il suo punto debole, la ferita mai rimarginata che ha tentato di nascondere sotto il suo caratteraccio, il sarcasmo e fiumi di alcol. Il fatto che, come gli dice il suo amico Boogie, lui l'arte ce l'ha sempre avuta al suo fianco, ma mai dentro.
Cazzo, cazzo e cazzo.
Da leggere e gustare come un montecristo.

lunedì 16 maggio 2011

The Big Kahuna - Monologo Finale




Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto, e in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato: CANTA!
Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo.
Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. È il più grande strumento che potrai mai avere.
BALLA! Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.

mercoledì 11 maggio 2011

La notte del drive-in - Joe R. Lansdale

Ho pensato e ripensato ad una frase ad effetto da usare come introduzione. Sul serio. Ci ho pensato per giorni. Un libro cosi, una storia cosi, mi ripetevo, merita una recensione con un'apertura degna della follia di cui è intriso il racconto. Ne ho scritte alcune, per poi cancellarle irritato. Già, perchè la parola ALLUCINANTE strisciava neanche tanto nascosta dietro ad ogni pensiero, distraendomi dalla ricerca dell'originalità.
Perchè ALLUCINANTE, per quanto azzeccato possa essere, è tutto fuorché originale. Allora, sempre più irritato, mi è balzata in testa la parola ACIDO e tutta una serie di sinonimi e associazioni mentali fuorvianti e maledettamente in tema allo stesso momento. LSD, per esempio. O THC. O DMT, o PCP. Insomma, tutte sostanze allucinogene capaci di farti fare dei TRIP come dio comanda, di quelli che ti ricordi finchè campi. Se campi. 
E allora ho rinunciato. Anche perchè, in mancanza d'altro, correvo il rischio di leccare la schiena del primo rospo che trovavo in giardino. 
E poi, altri aggettivi o modi per descrivere "La notte del Drive-In" davvero non ce ne sono. 
E' un viaggio (nel senso peyotico del termine) nell' assurdo. 
La trama è semplice: quattro ragazzi si recano al Drive-In (immenso, il più grande d'america, mi sembra)per assistere alla consueta maratona di film Horror del venerdi sera. Quel venerdi sera, però, le cose si trasformeranno in un incubo, e l'Horror diventerà pura e agghiacciante realtà. 
Lansdale affronta il tutto in maniera sublime: ad una realtà cosi pazzesca, così assurda e lontana associa comportamenti sociali talmente verosimili e possibili da lasciare inorriditi. 
La scrittura volgare e diretta è più che appropriata al topic che sfiora, anzi centra, momenti di puro splatter alternati a momenti di riflessioni filosofiche e religiose. 
Ne esce un romanzo caustico, che ti avvelena con le tue stesse, inevitabili risate. 
Non è da leggere, e da provare. 
Proprio come una pasticca.

lunedì 2 maggio 2011

Lavorando - Terza Parte

Stavo ancora ridendo. Il problema è che non ve la so descrivere l'espressione di Claudio. Sembra davvero invecchiato di venti anni... da una parte lo capisco perchè quando fai di tutto per passare da giovane e ti danno del vecchio, è come ricevere una coltellata al centro esatto dell'orgoglio. Per questo ho deciso di rimanere sempre a 29 anni. Mica scemo, io. 
Claudio torna annichilito verso il bancone di consegna e io mi rimetto comodo a lavorare: cambio canzone su youtube, che Checco Zalone non mi pare il caso. Scelgo una nuova canzone, che per dovere di cronaca vi dico essere “Eh già” di Vasco, e riapro il file del listino prezzi. 
Adriano come sempre non si vede; il Questionatore sta questionando con un cliente su di una questione qualunque; Marco è in giro a Padreternare da qualche parte; Claudio, come detto, è al bancone tutto triste e sconsolato (Claudio, non il bancone); Tonino si tocca il petto e sorride mentre un cliente di fronte a lui si sfoga di tutti i suoi terribili guai; Adriano è ricomparso, un attimo, ed è scomparso nuovamente; io mi guardo intorno e penso tutto questo invece di fare la benché minima cosa, che anche excel prima o poi si chiuderà sdegnato per protesta, stufo di essere avviato senza motivo. Sono talmente svogliato che non ho neanche voglia di rispondere a questo maledetto telefono che squilla incessante, mi limito a guardalo male, sperando così di spaventarlo e farlo tacere. Senza risultato. Anzi si! Ahah. Ha smesso, ho un potere mentale enorme! Ah no, ecco che squilla nuovamente, con il suono dell’interno. Alzo la cornetta:
- Si?
- Dani, è per te. – mi avverte la voce di Adriano, da non so dove.
- Dani è per te – scimmiotto io…
- Ao, ma che vuoi? – risponde.
- Adria’, certo che è per me, me la stai passando la chiamata! Chi è? – mi altero. 
Poco poco, al limite massimo consentito a chi detiene il potere per casta e non per merito.
- Ehm… non lo so. Una donna. – mi dice per niente intimorito.
A questo punto alzo il tiro:
- Checcavolo, sei più inutile di un culo senza il buco! – sbotto copiando la battuta di non so chi.
Non risponde e mi passa diretto la chiamata. Uno a zero per lui, brutto inutile uccellaccio dalla forma umanoide. Me la pagherà.

Pensieri...

Pensavo all'incommensurabile potenza creativa racchiusa in una matita nuova.
Quale oggetto è più rappresentativo della grandezza della mente umana?
Niente è più forte del pensiero, e se questo diventa un ideale, allora neanche la morte può nulla; nemmeno Dio, che da mente umana è nato e attraverso una matita è cresciuto.
Una matita e un foglio bianco, e si può cambiare il mondo.
Una matita e un foglio bianco e hai a disposizione l'infinito.